Il segreto del suo volto, le cicatrici di Auschwitz non si possono nascondere

Arriva al cinema il nuovo film di Christian Petzold con Nina Hoss. La recensione su Cinema Méliès.


Il trailer del film

di Giorgia Pietropaoli

«Io non esisto più». Phoenix è un locale notturno berlinese. Phoenix è un posto che nel 1945 appare come un pezzettino di terra tedesca non dilaniata dalle bombe. Phoenix è anche il titolo del nuovo film del regista tedesco Christian Petzold, che dall’amore ai tempi della Stasi de La scelta di Barbara fa un salto a ritroso nel tempo di circa quarant’anni, per raccontare l’amore ai tempi del nazismo.
Il film, che da noi arriva con il titolo Il segreto del suo volto, forse per rievocare nello spettatore italiano le atmosfere e le sottotrame dell’apprezzato film argentino Il segreto dei suoi occhi, racconta la storia di Nelly (una superba Nina Hoss) che, sopravvissuta ad Auschwitz con il volto sfigurato, torna a Berlino dopo un’operazione chirurgica che l’ha resa quasi irriconoscibile.

«Le assomiglio davvero?/No, ma le assomiglierai». Nelly cerca proprio al Phoenix, locale dove si esibiva, il marito, Johnny (Ronald Zehrfeld), che l’ha denunciata ai nazisti facendola deportare. Senza farsi riconoscere lo avvicina e finge di essere un’altra donna, Esther. Johnny, a tratti scorbutico e nostalgico, nota una certa somiglianza con la sua defunta (almeno così crede) moglie e le chiede di assumerne l’identità per riscattare l’eredità della donna. Nelly accetta perché ha bisogno di sapere se l’uomo la ama nonostante tutto o se il tradimento non era stato casuale ma premeditato.
Da quel momento Nelly/Esther e Johnny convivranno sotto lo stesso tetto per un simulare un camuffamento hitchcockiano che sarà più una discesa nel dolore del ricordo che una vera e propria trama per ordire una truffa.

phoenix_film

Questo di Petzold è una sorta di noir sentimentale dai toni e gli accenti delicati, con una forte protagonista e un’ambientazione azzeccata, funzionale alla storia, a metà tra il thriller e il dramma sentimentale. L’impianto di partenza di tutto il film, però, si basa su un escamotage poco credibile dal principio, un non riconoscimento che si fa fatica a immaginare (voce? Occhi? Mani? E tutto il resto?) che mina le radici sulle quali si sviluppa l’intero plot.
«Lui non mi ha riconosciuto ed è stato come morire di nuovo». In compenso, Petzold decide di utilizzare un nuovo punto di vista su un argomento (il campo di concentramento) che al cinema può vantare davvero una vasta filmografia ed è questo il vero elemento in grado di dare una certa originalità a Phoenix.

«Pensi che chi arrivi dai campi di concentramento abbia un vestito rosso e delle scarpe di Parigi?». La trasformazione di Nelly è, in realtà, un ritorno al passato, un tuffo nella vita di una donna che non può più esistere, trasformata per sempre dalla tragedia dell’aver vissuto in un campo di concentramento. Sarebbero serviti altri espedienti (e altre risorse) per renderlo un capolavoro. Per far sì che la memoria di un evento in grado di privare così tanta gente dell’identità, lasciasse un segno indelebile con un film come questo, che pure è ricco di grazia, attesa e suspense. Mancano le vere cicatrici e non solo quelle fisiche.
«Sono più vicini ai nostri morti che ai nostri vivi». Un segno, un numero che nel finale (in ogni caso suggestivo) non marchia a fuoco come dovrebbe. La colpa è dell’aver rivelato velatamente le modalità del riconoscimento, fin dall’inizio. «Time is so old and love so brief, love is pure gold and time a thief».
Parlare a voce bassa, quando si parla d’amore, quando si parla di orrore, a volte, non basta.

IL SEGRETO DEL SUO VOLTO
Regia di Christian Petzold
Con Nina Hoss, Ronald Zehrfeld, Nina Kunzendorf, Michael Maertens, Imogen Kogge
Titolo originale: Phoenix
Drammatico, 98 min
Germania, 2014
Uscita giovedì 19 febbraio 2015
Voto Cinema Méliès: 2,8/5

mipiace da vedere se: volete vedere ancora una volta un film sull’olocausto ma in chiave hitchcockiana

nonmipiace da non vedere se: ritenete di aver visto troppi film su questo argomento (ma ricordate che non sono mai troppi)

il_segreto_del_suo_volto_locandina

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