Jupiter, il destino dell’universo è nelle mani dei fratelli Wachowski

Sbarca nelle nostre sale il blockbuster che ha come protagonisti Mila Kunis e Channing Tatum. La recensione su Cinema Méliès.


Il trailer del film

«Odio la mia vita». Pronunciare siffatte parole, definitive e inequivocabili, non è mai di buon auspicio, soprattutto all’inizio di un film. In genere, sono quelle parole che evocano uno stravolgimento (scontato? sì!) che durerà per circa due ore. Due ore, per lo più, prevedibili, rassicuranti (della serie: me le aspettavo proprio così), fracassone e ammiccanti. Le due ore (e qualche minuto) di Jupiter Ascending, meglio noto da noi come Jupiter – Il destino dell’universo, sono esattamente questo: puro entartainment che agli affezionati/cultori del genere fantascientifico sembreranno banali e noiose e a tutti gli altri sembreranno quello che sono, puro e leggero intrattenimento.
«C’è solo una risorsa per cui vale la pena combattere e uccidere: il tempo. Il tempo è il bene più prezioso dell’universo». Diretto dai fratelli Wachowski, quella Lana e quell’Andy ideatori di un Matrix che fu innovativo/cult e si trasformò in trilogia non necessaria e brutta, Jupiter Ascending si tiene saldamente ancorato ai canoni di una fantascienza in voga negli anni Settanta/Ottanta (anche quella poco nobile e a tratti dimenticabile) facendosene un vanto.

Jupiter-Ascending-

Fregandosene della valanga di eroine che vanno tanto di moda da un po’ di tempo a questa parte, i Wachowski Bros. rispolverano la donzella di umili origini e in perenne difficoltà (e con lo scopino in mano), il principe azzurro ibridato e i parenti serpenti per mettere su uno spettacolo che si concentra più sulle invenzioni visive che sulla storia, più sugli effetti speciali che sull’intreccio. I personaggi, senza una psicologia complessa a dare loro le intenzioni, si muovono nell’universo inventato e stilisticamente strabordante dei due fratelli cineasti e in parte convincono, in parte no.
Così, se risultano credibili Mila Kunis e Channing Tatum nei ruoli de la bella e la bestia («Ho più cose in comune con un cane che con te./Bè, io amo i cani!»), non convincono Douglas Booth (regalategli un’espressione!) e Tuppence Middleton nella parte delle sorellastre; se appare sottilmente inquietante Eddie Redmayne nei panni del villain («Certe persone conteranno sempre più di altre») non si mostra altrettanto sorprendente Sean Bean in quelli dell’aiutante, anche se la sua presenza aiuta (e non poco) lo spettatore a interessarsi al film.

«La vita è un atto di consunzione». L’universo generato dalle menti dei Wachowski è senza pretese filosofiche/esistenziali e laddove appaiono, camuffate in battutine da manuali, servono, in realtà, a spiegare il giocattolone filmico che gira senza sosta sullo schermo, a dargli un qualche senso compiuto, un motivo logico alla sua esistenza. Orus, i licatanti e compagnia bella non reggerebbero altrimenti la (prevedibile) sceneggiatura che (epperò!) fila via senza far ricorso a fumetti, trilogie distopiche o urban fantasy letterari.
Una ventata di vecchia freschezza, dunque, che arriva a donare un po’ di fiato tra un franchising e l’altro. Diventerà marchio pure quest’avventura astrologica? Probabile. «Qual è il problema dell’astrologia? Che sono tutte cazzate!». Intanto però consoliamoci pensando che la burocrazia rimane pur sempre la burocrazia, anche in un altro e lontanissimo e tecnologicamente super-avanzato pianeta («Non mi lamenterò più della motorizzazione»).

jupiterascending

D’altronde, è follia pensare che il nostro sia il solo pianeta abitato in tutto l’universo e Jupiter Ascending può aiutare a immaginarcelo, quell’universo. Male non fa. Al massimo potrà suscitare, nello spettatore più attento, qualche perplessità, quelle del tipo reverenzial-fisiologico.
Ad esempio: ma perché se si vedono tanti cessi, nessuno va mai in bagno?
E gli enunciati sulla condivisione («Condividere non è mai stata prerogativa della vostra specie»), a quel punto, non si può che mandarli a cagare.
In maniera appropriata.

JUPITER – IL DESTINO DELL’UNIVERSO
Regia di Lana Wachowski, Andy Wachowski
Con Channing Tatum, Mila Kunis, Sean Bean, Eddie Redmayne, Douglas Booth, Tuppence Middleton
Titolo originale: Jupiter Ascending
Azione, 125 min
USA, 2015
Uscita giovedì 05 febbraio 2015
Voto Cinema Méliès: 2,5/5

mipiace da vedere se: avete nostalgia di certa fantascienza e avete bisogno di svago

nonmipiace da non vedere se: pensate di trovarvi di fronte a un nuovo Matrix

Jupiter-Il-Destino-dellUniverso-Poster

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