Jake Gyllenhaal, reporter e sciacallo senza scrupoli

La recensione de Lo sciacallo – The Nightcrawler, diretto da Dan Gilroy


Il trailer del film Lo sciacallo-The Nightcrawler

«Non rispondermi con un problema ma proponi una soluzione». Il giornalismo nell’era 2.0 si è dovuto adattare, trasformare, evolvere. Un’evoluzione che è quasi un imbarbarimento. D’altronde quel tipo di notizie che fa audience è stato sempre un po’ barbaro, che piaccia oppure no.
Dan Gilroy (già sceneggiatore di The Bourne Legacy) pare comprendere molto bene tutto ciò e ne Lo sciacallo The Nightcrawler,  sua opera prima, decide di forzare la mano per raccontare un mondo senza scrupoli e “divoratore”, quello dei telegiornali, appunto. A dargli man forte un Jake Gyllenhaal smagrito, pallido e spaventoso (che, più di uno sciacallo, pare un avvoltoio) e una Rene Russo rediviva e efficace quando meno te lo aspetti. Tanto di cappello a cotanto azzardo.

«Non assumo un ladro del cazzo». Lou Bloom è disoccupato e sopravvive come può rubacchiando. Una notte s’imbatte in un gruppo di reporter d’assalto che, telecamere in spalla, riprendono un incidente stradale per poi rivendere il materiale girato al miglior offerente. Lou capisce che è quello che ha sempre voluto fare. Si procura una telecamera e un assistente, Rick (Riz Ahmed), e comincia a sbaragliare la concorrenza. Lou ci sa fare, ha occhio e un’innata capacità per la compravendita. «Immagina il nostro notiziario come una donna che urla per strada con la gola squarciata». Da quel momento la sua scalata al successo sarà una discesa, sempre più irreversibile, nella spietatezza e nella crudeltà del sensazionalismo.

«È morto, riprendilo». La pellicola è fortemente pulp ma le atmosfere, la fotografia e i dialoghi rimandano a certi film degli anni Sessanta e Settanta. Così come i suoi protagonisti sono in grado di richiamare alla memoria personaggi cinematografici che hanno fatto la storia. Sono esseri striscianti e viscidi che si nutrono di notte per sbattere sullo schermo, senza filtri o rimorsi, il loro pasto quotidiano.
È un universo oscuro, pulsante, che va in onda con gli occhi vivi e scavati di Lou, manipolatore improvvisato e sorprendentemente esperto, che piega, alla sua volontà, logiche e notizie. Perché persino i fatti possono essere spinti, dilatati all’eccesso affinché riescano a diventare una notizia. Ciò giustifica ogni cosa, anche l’eliminazione di ostacoli con una coscienza e delle pretese. «Non posso mettere a repentaglio il successo della mia azienda per un dipendente inaffidabile».
L’affabulatore, lo sciacallo, è così libero di agire, di riprendere, di assestare un altro colpo vittorioso allo spettatore medio televisivo, quello che è alla ricerca costante delle tre s (sangue, soldi & sesso).

«Voglio essere quello che possiede l’emittente che possiede la telecamera». Gilroy dirige un film dalla psicologia complessa, che esplora i meccanismi dell’informazione americana (e non solo), quella che punta all’esagerazione e all’estremizzazione di certi parametri comunicativi. L’etica, in sostanza, va a farsi fottere, in questo thriller dai toni cupi e quasi redfordiani. Il regista ha a disposizione un protagonista forte e malvagio: Jake Gyllenhaal è, infatti, strepitoso e ai massimi livelli. Fisicamente ispirato a un certo Matthew, è in grado di regalare una performance da statuetta, su questo non c’è dubbio. E se non dovesse vincerla, chissenefrega, la sua rimane la migliore interpretazione vista sul grande schermo quest’anno. «E se il mio problema non fosse che non capisco gli altri ma che non mi piacciono?».
È difficile, d’altronde, pensare a un qualche premio istituzionale, con quella storia che mostra apertamente la fame aguzza dell’entertainment news e quel finale che denuncia/prospetta scenari impensabili.
«Non ho parole… è straordinario». Sì, lo è. È un film straordinario. «Grazie».

LO SCIACALLO – THE NIGHTCRAWLER
Regia di Dan Gilroy
Con Jake Gyllenhaal, Bill Paxton, Rene Russo, Ann Cusack, Kevin Rahm, Riz Ahmed
Titolo originale: Nightcrawler
Thriller, 119 min
USA, 2014
Uscita giovedì 13 novembre 2014
Voto Popoff: 5/5

da vedere se: avete voglia di ricordare certi film di denuncia degli anni Settanta e scoprire la performance di Jake Gyllenhaal
da non vedere se: certi ritmi necessari a una narrazione palpitante al cinema possono annoiarvi

Nightcrawler-Lo-Sciacallo_poster

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1 Commento su Jake Gyllenhaal, reporter e sciacallo senza scrupoli

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