A salvare la galassia ci pensano cinque criminali

La recensione di Guardiani della Galassia, il nuovo film targato Marvel


Il trailer del film

«Qualunque cosa mi riserverà il mio futuro non sarà niente rispetto al mio passato». Fare il ricercato può diventare uno stile di vita faticoso. Se poi sei ricercato in tutta la galassia, bè, allora… è tutta un’altra storia. «Ehi, forse mi conosci con un altro nome: Star-lord./Chi?».
L’attesa, per il pubblico italiano, è finita. Guardiani della Galassia è pronto per “atterrare nelle nostre sale e per sbancare ogni botteghino disponibile. Operazione e prodotto commerciale? Può darsi. Paraculata blockbusteriana in salsa fumettistica? Può darsi pure questo. È un film che ha il diritto di stracciare la concorrenza? Assolutamente sì.
La nuova avventura targata Marvel è un concentrato esplosivo di effetti speciali, personaggi indimenticabili e scene cult. Non a caso, Iron Man (un invidioso –in questo caso- Robert Downey Jr.) lo ha definito il miglior film di supereroi mai prodotto finora.

«Non esiste niente come me, tranne me». Solo che i cinque guardiani non sono propriamente dei supereroi. Sono, invece, degli antieroi. Peter Quill (meglio noto come Star-lord ma è Chris Pratt), Gamora (una verdissima Zoe Saldana), Drax (un raffinato Dave Bautista – «Che cos’è, hai ingoiato un dizionario dei sinonimi?/Non chiamarmi mai più dizionario dei sinonimi»), il procione Rocket Raccoon (che ha la voce, in originale, di Bradley Cooper) e Groot (un monofrasico Vin Diesel – «Io sono Groot!»), ricercati per tutta la galassia, decidono di collaborare per proteggere una sfera potentissima -che lo stesso Quill ha rubato- dal malvagio Ronan (un irriconoscibile Lee Pace) che vuole utilizzarla per sottomettere l’intera galassia. «Siamo perdenti ma oggi la vita ci ha dato un’occasione./Per cosa?/Per non fregarcene».
La storia, in realtà, pare quasi un pretesto per confezionare una pellicola dal gusto retrò, che evoca atmosfere anni Ottanta (che meraviglia quel mix su musicassetta!) e mescola sapientemente generi, citazioni e intuizioni. «Io sono una guerriera e un’assassina, non ballo!/Davvero? Nel mio pianeta c’è una leggenda, si chiama Footloose e c’è questo eroe, Kevin Bacon…».

James Gunn si diverte a dirigere (e si vede) i suoi cinque “eroi” che si prendono beatamente in giro tra loro (anche in maniera autonoma) e scardina tutti i cliché del caso, dandogli linfa nuova e sensi diversi. «Non sono la trovatella con gli occhi dolci che soccomberà al tuo maleficio pelvico!».
Funziona tutto, in questo film: sceneggiatura, montaggio, colonna sonora, fotografia, regia, recitazione e così via. Tutto s’incastra alla perfezione creando un prodotto (sì, è ovvio che sia così) che funziona davvero, che intrattiene, che diverte senza mai essere banale o ripetitivo, in cui ogni professionalità è valorizzata al massimo per ottenere la qualità. Perché questo è un film-prodotto in cui tutti agiscono insieme per fare Cinema. «Ci siamo tutti adesso, un branco di deficienti in piedi che fanno un cerchio».

Guardiani della Galassia è, in sintesi, anticonformista, poetico, dissacrante, fantascientifico e futuristico. Dimostra che è possibile fare il cosiddetto “cinema d’autore” sfruttando la commerciabilità di certe idee (e pellicole) di genere.
«Questo piano è una schifezza». Ci saranno infiltrazioni/contaminazioni con altre storie, capitoli e personaggi Marvel? È lampante e inevitabile. E non c’è soltanto la presenza del Collezionista (un davidbowieano Benicio Del Toro già visto altrove) a confermarlo. Inutile dirvi di restare per i titoli di coda: una certa giovane “oca” vi sorprenderà.
«Noi… siamo Groot!».

GUARDIANI DELLA GALASSIA
Regia di James Gunn
Con Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista, Vin Diesel, Bradley Cooper
Titolo originale: Guardians of the Galaxy
Azione, 121 min
USA, 2014
Uscita mercoledì 22 ottobre 2014
Voto: 4/5

da vedere se: provate un certo scetticismo nei confronti dei prodotti Marvel
da non vedere se: non riesco proprio a trovare un motivo per non vederlo

locandina-guardiani-della-galassia

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